Shakes & Fidget - The Game - Supportboard  
  #1  
Vecchio 10.11.2011, 14:54
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predefinito SUSDCB - Parte I - Il Tesoro di un Bottegaio.

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Seconda Scena della Prima Parte.
Felo e Kati si presentino in questa stanza. I loro personaggi si trovano nello stesso posto per il medesimo motivo.
Venezia, una vecchia bottega di giocattoli abbandonata a se stessa da qualche giorno.

Ydra è quì per rubare qualcosa da vendere o magari del cibo. Eclavy invece ha sentito qualcosa dentro quel negozio. Qualcosa di pericoloso.
Il freddo vento autunnale baciò i timidi canaletti della bella Venezia.
Notte, scura come il manto di un nobiluomo ad una serata di gala. Un nobile di altri tempi, come quella città che, nonostante i secoli passassero impietosi, continuava ad essere sempre Venezia.
Il Sestiere del porto non era mai molto frequentato, in quel periodo dell'anno. Niente turisti. Il posto perfetto per una bella rapina vecchio stile.

Ydra osservò la vecchia vetrina consumata dalla polvere.
Le bambole e i giocattoli. I sogni dei bambini umani. I desideri di coloro che possono mostrare i loro rosei, paffuti visini al mondo, senza il timore. Il timore di essere scoperti ed assaliti. Pietre. Catene. Bastoni. Pallottole.
Ai suoi occhi, quelle bambole erano come orpelli di pessimo gusto. Quali orribili creature, con quegli occhioni languidi e i nasini a patata. Senza squame, senza zanne, senza niente che potesse definirsi interessante.
Pazienza, pensò Ydra.
Comandano loro.

Così operava lei, quando aveva necessità di cibo o denaro. Grimaldello e chiave falsa sono roba da film. Ydra era una donna d'esperienza, di quelle che sfondano la porta a calci e portano via tutto. Tostapane compreso. Sempre meglio che sfondare i distributori automatici e venderne il contenuto per pochi spiccioli a qualche barbone di periferia.
I suoi pensieri la trafissero come aghi sotto le unghie.

Che bel modo del cazzo di cominciare la serata.

Afferrò un mattone da terra.
Guardò la vetrina. Decisamente, non poteva cominciare peggio.

Quote:
Come precedentemente organizzato, Ydra è davanti a questa vetrina per rubare qualsiasi cosa possa tornarle utile o essere venduto. Eclavy la noterà immediatamente, dopo (o prima) averla vista sfondare il vetro. Non ci sono altri PNG, il dialogo è libero per tutto il tempo che i personaggi riterranno necessario.

Ordine Dialogo.

Ydra
Eclavy

La scena torna a me per la descrizione quando entrambe sono entrate.

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  #2  
Vecchio 10.11.2011, 22:12
GiantFelo
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Ydra esito' un attimo prima di lanciare il mattone verso la fragile vetrina di quel negozietto d'altri tempi, la prudenza non era mai troppa .
Il canale , non molto lontano , era alle sue spalle , unica via di fuga che la potesse portare in salvo in caso di pericolo.
Girò il capo, incappucciato dal mantello, lievemente a destra e a sinistra in cerca di rumori o sfumature nell'aria
che le facessero capire di essere sola e agire indisturbata.

I lunghi anni di addestramento nella "Gabbia" ( cosi chiamava lei la sua prigionia durata anni ) alla fin fine
le tornavano utili in un modo o nell'altro e gli avevano permesso di sopravvivere e di scappare, come un animale braccato,dagli agenti governativi.

" Fra un po' me li ritrovero' di nuovo attaccati alle chiappe " Penso' Ydra mentre portava il braccio destro dietro di se'
per avere più forza nel lancio. "Peccato questa città mi era congeniale "

Solo la morte poteva fermarla e ora aveva fame .
Qualcosa da vendere o da mangiare avrebbe trovato.

Il braccio ruoto' in un ampio arco e con sorprendente velocita' Ydra scaglio' il mattone verso la vetrina.
Il vetro ando' in frantumi come sabbia gettata al vento ma fece parecchio rumore.
<< MERDA >> esclamo', mentre di gran fretta si accingeva ad entrare nel negozio dall'apertura appena fatta.

Ultima modifica di GiantFelo; 10.11.2011 a 22:39
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  #3  
Vecchio 11.11.2011, 00:50
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Eclavy si trovava appoggiata alla parete di un vecchio negozio di giocattoli, braccia conserte e sguardo rivolto al canale. Non c'era molta gente quella sera, per sua fortuna... osservava il canale, non aveva un motivo preciso per farlo, solo che quella notte era placida e tranquilla, e non aveva voglia di girare ancora a lungo per Venezia. Non che la città non le piacesse, solo che di giorno era trafficata e rumorosa, con tutti quei canali e quelle barchette a remi o a motore che ci sfrecciavano attraverso... bah... socchiuse gli occhi per rilassarsi e farsi cullare dal dolce silenzio della notte che incombeva, per dimenticarsi della città e di ciò che la circondava, soppratutto degli umani, quella fastidiosa razza che l'aveva sempre cacciata. Quei pensieri le facero salire la rabbia e si sentì infuriare, ma si calmò subito: mai perdere la testa o pensare troppo a qualcosa che è già successo. L'importante era il presente, e poi perdere la calma e reagire distinto porta solo guai, facendo fare azioni da sconsiderati...
Mentre era immersa in quei pensieri sentì dei passi, e aprendo un occhio verso il canale notò una figura incappucciata passare... chi era? bah, che domanda inutile: a che sarebbe servito domandarselo? tanto di certo non l'avrebbe più rivista...

Prese dalla saccoccia il suo piccolo flauto, era vecchio però per lei era importante... lo pulì delicatamente, per poi portarselo alla bocca... stava per soffiare, quando sentì un rumore di vetri infranti e un'imprecazione: cosa poteva essere stato? Uscì da dove stava e si guardò attorno: vide il mantello della figura sparire all'interno del negozio di giocattoli e per terra un grosso numero di vetri rotti...
una rapina?...
Pensò, mentre avvertì una strana sensazione... non sapeva cos'era, ma era simile al pericolo... come se all'interno di quel negozio ci fosse qualcosa... o qualcuno... di pericoloso.
Eclavy era incerta sul da farsi: entrare e scoprire cosa generava quella sensazione che le dava fastidio, opprimendole la testa ma dalla quale non riusciva a distrarsi, oppure tornarsene nel viottolo rimanendo nell'ignoranza...?

Senza pensarci due volte varcò quella soglia, entrando nel negozio.
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Se uno dedica la propria vita a atti puri e al bene degli altri, morirà senza ringraziamenti e senza essere ricordato.
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  #4  
Vecchio 11.11.2011, 13:21
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Che strano negozio.
Più che la bottega di un giocattolaio, sembrava l'antro di una strega.
Dalle scansie pendevano quelle manine di ceramica carnosa, accatastate alla meglio con vestitini sporchi di polvere e testoline senza occhi ne capelli. Un mattatoio di stoffa e plastica.
Ydra di certo non lo sapeva, ma i fabbricanti di giocattoli tendono ad essere piuttosto stravaganti. Il laboratorio, quello con il cumolo dei pezzi nel più totale disordine, gli strumenti in ogni dove e le fornella accese. Colloquialmente, lo si definisce spesso con il soprannome più adatto. Il Macello.
Le bambole accatastate sulle mensole erano come bambine addormentate. Sonno di morte. Odore di morte e cera bollita. Vecchia.
Un fetore da far storcere il naso.
E i sensi sviluppati di Ydra ne furono atterriti.
Davanti a lei, un immenso calderone di megera. Si chiese per un attimo a cosa potesse servire, ignorando le varie applicazioni della cera calda nell'arte della costruzione dei giocattoli. Ai suoi occhi quel pentolone non era che un mefitico intruglio umano, secco e avvilito dalla polvere e dalla noia.

Si fece largo nel negozio.
Niente oro o materiali preziosi, ma tante boccette di solvente. Colla da modellismo. Colori cianoacrilici.
Inizialmente li scartava. Roba da due soldi, pensava. Solo dopo averne venduto un intero magazzino ai Tòsici del quartiere, ai quali i negozi di modellismo non riservavano altro che pietrate, capì di poterne fare un piccolo businness. La colla da modellismo contiene abbastanza Cloruro di Ammonio da sturare la proboscide di un elefante alla velocità di un razzo. Un orgasmo sintetico. La poteva piazzare per un decentissimo centone al vecchio Trecchia, giù a San Marco.
Ydra pregustò il facile guadagno, afferrando tutto quel bendidio e ficcandolo rapidamente nella tracolla scura.

Un fruscio.
Un passo sicuro alle sue spalle. Un brivido lungo la schiena.
Un pensiero acuto, come un fulmine cerebrale, le attraversò la mente quieta.

Beccata!


Quote:
Situazione
Ydra entra nel negozio, senza vedere o notare Eclavy in alcun modo. Ora come ora, sono esattamente sulla linea di tiro l'una dell'altra. Eclavy è sulla soglia della vetrata e nessuno sembra avvicinarsi o notare il fatto. Il porto è un postaccio e non c'é molta polizia.

NOTA BENE
Voi sapete che sarete compagne. I vostri PG no. Se Ydra si sente minacciata ed intende attaccare, nulla lo vieta. Stesso dicasi per Eclavy.

Ordine Ruolata
Ydra va per prima, come da abilità. Eclavy non è nella posizione, ne possiede le abilità per agire prima.

Ydra (Pronta di riflessi. Agile. Movimento Serpentino).
Eclavy (Agile).
Mutt (Master).

Un post a testa. Al terzo risoluzione.

Link alle schede.
http://forum.sfgame.it/showthread.php?t=5348
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Ultima modifica di Mutt; 11.11.2011 a 13:22
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Vecchio 11.11.2011, 15:16
GiantFelo
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<< SSSSSSHIII >> sibilo' Ydra arricciando il naso e mostrando i denti, si fermo' di botto nell'udire
un rumore di passi e di vetri rotti calpestati alle sue spalle .

Tutto il suo corpo si tese e una gelida scheggia le attraverso' il cuore.
" Chi cazzo e' ? " Penso'.

La mano corse all'interno della giacca ,le lunga dita afferrarono il calcio della Beretta la strinsero nel palmo della mano
e con un rapido gesto la tiro' fuori dalla fondina.

Ydra con una piroetta si butto' sul pavimento alla sinistra del grande calderone , prese riparo dietro di esso ,con la destra appena fuori fece fuoco sulla figura in controluce che le era apparsa davanti alla vetrina sfondata .

Tiro' 4 colpi in quella direzione poi ritiro' il braccio e si strinse nelle spalle onde evitare che divenisse bersaglio troppo facile.
Trattenne il fiato in attesa che i suoi sensi captassero segnali di calore o movimenti.

Strano non aveva visto nessuno nelle vicinanze , come poteva essergli sfuggita questa minaccia.
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  #6  
Vecchio 11.11.2011, 17:17
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Eclavy stava osservando quel negozio: l'aspetto lugubre e malandato non le dispiaceva, anche se preferiva di gran lunga altri luoghi. Infatti, la polvere accumulata li dentro le faceva pizzicare il naso, ma quello poco importava. La figura stava arraffando degli oggetti, proprio come pensava: una semplice rapina... non sapeva se andarsene subito, però fece lo stesso un'altro passo all'interno di quel macello di giocattoli.
Sentì un rumore di vetri sotto uno stivale... il suo stivale...
dannazione... pensò, mettendosi sull'allerta in caso la figura l'avesse sentita. Purtroppo, proprio come temeva, la figura tirò fuori quella che pareva una pistola e andò a nascondersi con un piroetta dietro quello che sembrava un pentolone da strega.
veloce e agile... e direi pronta di riflessi...
Pensò, mentre vide una scarica di 4 proiettili venirle incontro... upf...
Con uno scatto degno della sua razza Eclavy provò a schivare i proiettili, dandosi una spinta con le gambe già leggermente piegate poichè stava in allerta da qualche secondo prima. La spinta la fece andare verso destra, ma eclavy rimase con lo sguardo verso il calderone, per vedere se la figura avrebbe fatto qualcosaltro. Mentre si muoveva si rimproverò di non essere stata cauta, nonostante sapesse che la situazione sarebbe potuta essere pericolosa...
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