Shakes & Fidget - The Game - Supportboard  
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Vecchio 20.01.2016, 12:39
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Ecco il primo classificato! Tanti complimenti ad Orion Langavulin!!

“Era un drago, vi dico! un drago!” Orion sottolineò la sua esclamazione picchiando il boccale sul tavolo della taverna.
“bum!” rispose sarcasticamente uno degli avventori seduti al suo tavolo.
“siete sicuro? un drago? vi sarete confuso...da queste parti non si vedono draghi da quando il nonno del nonno di mio nonno era bambino”, commentò scettico un altro avventore, un anziano mago con la barba a punta.*
“certo che ne sono sicuro! era grosso come un elefante, e sputava fiamme più lunghe di quelle che faccio io quando mangio piccante!”
“voi...voi sparate fiamme dalla bocca?!” il primo avventore, di nuovo.
“non dalla bocca, non siate sciocco”, rispose l’avventuriero, che poi riprese:
“sentite, ho visto un drago mentre venivo qua, sarà al massimo a due giornate a cavallo, e il vostro villaggio è a rischio. Bisogna fare qualcosa”
“ah, si? e chi potrebbe salvarci? voi?” gli chiese il mago.
“certo! io so come fare! dunque….” Orion si interruppe, osservò il boccale e ne vide il fondo asciutto. In quel momento si aprì la porta della taverna, ed esclamò: “guardate! ma quella non è miss dicembre? si, si, era sullo scorso numero di playhobbit!”*
Le persone al suo tavolo si voltarono tutte, giusto in tempo per ammirare un nano obeso che varcava la soglia, sottolineando il proprio ingresso con un tonante peto. Mentre tutti erano voltati, con rapidità Orion scambiò il proprio boccale vuoto con quello di un mercenario dalle orecchie a sventola che sedeva accanto a lui.*
“scusate, mi sono confuso…”, riprese. Il mercenario guardò il proprio boccale vuoto e fece spallucce, convinto di averlo finito senza rendersene conto.*
“dunque, dicevo. Posso aiutarvi col drago”
“ah, si? e come, di grazia?” La domanda del mago raccoglieva la curiosità di tutti gli astanti: ora anche qualcuna delle persone sedute agli altri tavoli aveva posato boccali e cosciotti di cinghialepre (irsuto suino dalla coda a batuffolo e dall’incedere saltellante), per ascoltare la risposta.*
L’avventuriero non si scompose:
“ma è semplicissimo! gli prepariamo una trappola. Lo facciamo atterrare in un punto ideale, e una volta lì...zack! lo ammazzo”.
Un brusio carico di scetticismo riempì la taverna.*
“uhm”. Era sempre l’anziano mago a parlare, evidentemente era la persona più rappresentativa e più saggia tra i presenti.*
“e…cosa vorreste, per liberarci di questo drago? quale sarebbe il vostro compenso?”
“ah, ma per chi mi avete preso?!” rispose con uno sdegno enfatizzato Orion.
“io lo faccio per voi! perchè ho a cuore l’incolumità di questo villaggio! e per la fama… Orion l’ammazzadraghi… sentite come suona bene? pensate: solo a pronunciare un nome così, gli uomini si toglieranno il cappello in segno di rispetto, i bambini litigheranno tra loro per l’onore di impersonarmi nei loro giochi, e le fanciulle si bagn…”
il mago lo guardò con disapprovazione, aggrottando la fronte.*
“..si bagneranno gli occhi con lacrime di commozione!” Concluse Orion con incredibile faccia di bronzo. E con la stessa sfacciataggine, aggiunse:
“quindi penso che mille monete d’oro potrebbero bastare”
Il brusio attorno a lui aumentò. Si fece avanti allora l’oste, asciugandosi le mani nello strofinaccio che aveva appeso alla cintura:
“e come dovrebbe essere questa trappola?”
“semplice!”, rispose: “tutti sanno che i draghi sono molto ghiotti, soprattutto di prosciutti affumicati e formaggi stagionati. E sappiamo che prosciutto e formaggio mettono sete. Basterà quindi trovare il luogo adatto, piazzare lì una dozzina di prosciutti ed altrettante forme di formaggio - mi raccomando, di quello buono, che i draghi hanno il palato fino, e se non fosse di suo gradimento se ne andrebbe e la trappola non funzionerebbe - e poi dieci barili di birra, di quella più forte che avete. Il drago, dopo aver mangiato, avrà molta sete. Berrà tutta la birra e si ubriacherà. Ed allora entrerò in scena io: mentre sarà stordito dall’alcol, gli taglierò la testa”.
Il brusio cessò per un istante, per poi essere sostituito da un sonoro vociare, con gli avventori che discutevano: chi diceva che era un piano coraggioso, e chi invece sosteneva che era una follia.
“beh, pensateci su, ma domattina dovrete prendere una decisione”
Concluse Orion, svuotando il suo boccale (o meglio, quello del mercenario).*
“io, intanto, vado a dormire”.
Si alzò con una calma ostentata e salì nella stanza che aveva prenotato. Tutta la locanda (e mezzo villaggio) fu svegliata poco prima dell’alba: sulla montagna più vicina brillavano vampe di fuoco improvvise, come lampi che si scatenavano sul terreno, anzichè in cielo. E un rumore rombante li accompagnava.
“il drago! il drago!” gridava la gente. E chi correva di qua, chi correva di là, chi cercava di mettere al riparo i propri cari, chi invece, più pragmaticamente, al riparo ci metteva i propri averi.*
Orion, calmo e pacifico, scese a far colazione nella locanda. Era seduto al suo tavolo, con davanti pane appena sfornato ed una tazza di latte di potamocero, quando arrivò l’anziano mago, accompagnato dal borgomastro. E fu quest’ultimo che parlò:*
“Messer Orion, messere…”
L’avventuriero alzò gli occhi dal tavolo, e sorrise al panciuto uomo che gli stava di fronte. Questi riprese:
“ecco, Taliesin, qua, mi ha detto che voi vi sareste offerto di uccidere il drago. Mi potreste spiegare come vorreste fare?”
Orion rispiegò per filo e per segno il suo stratagemma. Solo che stavolta i prosciutti diventarono due dozzine, così come le forme di formaggio, e le botti di birra salirono a venti.
“e, ovviamente, mi darete duemila monete d’oro”.
Il borgomastro guardò il mago con aria interrogativa, e questo fece spallucce. In quel momento, un ruggito fortissimo riecheggiò nell’aria, e:*
“va bene! va bene! accettiamo! diteci voi come fare!”
“perfetto! caricate tutto sui carri, e che alcuni vostri concittadini mi aiutino a portare l’esca sul monte, per preparare la trappola. Ah, e che non siano soggetti molto coraggiosi: non vorrei che si facessero prendere dall’entusiasmo e si cacciassero nei pasticci. I draghi, si sa, bisogna lasciarli ammazzare a chi è capace”
Disse in tono solenne.*
“certo, certo, avete ragione”
non potè che chiosare il borgomastro.*
E fu così che prima che il sole sbucasse interamente da dietro il monte, erano già stati approntati cinque carri, carichi di formaggio, prosciutto e birra. E i cinque villici che li conducevano non sembravano proprio essere esempi di coraggio: tre troppo anziani per impugnare un’arma, due troppo giovani per averla mai impugnata, tutti e cinque pallidi come mozzarelle di yak e tremanti come se fossero stati in mutande al polo nord. Solo che non era il freddo a far vibrare le loro ossa…
La carovana partì. Orion davanti, a cavallo, e dietro i carri tirati da muli. Con calma, uscì dal villaggio; attraversò la campagna, sotto gli occhi incuriositi di qualche contadino. Una tappa per uno spuntino quando il sole fu alto nel cielo, e via di nuovo. Era da poco sceso il tramonto quando i carri iniziarono la salita lungo il pendio di una collina boscosa. Continuarono ancora per qualche ora, fin quando non raggiunsero la sommità.*
“ecco, qui è perfetto!”, disse Orion, facendo fermare il convoglio in una radura riparata da alberi fitti.*
“mettete qua i carri con i barili, e lì e là quelli con formaggio e prosciutti”
I villici fecero come disse l’avventuriero, che sembrava proprio sapere il fatto suo, disse loro. Dopodichè, invitandoli a fare silenzio, li invitò tutti a staccare i muli e tornare indietro, a distanza di sicurezza:
“dobbiamo stare almeno ad un tiro di freccia, altrimenti il drago potrebbe fiutarci, e magari trovarci più appetitosi dell’esca che gli abbiamo preparato!”
Terrorizzati, non se lo fecero ripetere due volte, e trotterellarono lungo la strada da cui erano giunti, a cavallo dei muli. Si acquattarono in silenzio, in attesa che la creatura abboccasse alla trappola. Passarono le ore, il buio era sceso ed erano già sorte numerose stelle. Ma era notte di luna nuova, e regnavano l’oscurità e la quiete del bosco, al punto che i due carrettieri più anziani si erano appisolati.*
Improvvisamente, un bagliore illuminò la vetta della collina, e gli uomini sussultarono. Subito dopo il bagliore, un forte ruggito, cupo, profondo, gutturale.*
“il bestio! il tremendo bestio!” esclamò un anziano
“l’orrenda creatura! ci divorerà tutti!!!” aggiunse un altro.
“silenzio, per carità, silenzio!” li zittì Orion. E aggiunse: “è il momento degli eroi. E’ il mio momento”, voi fuggite, tornate al villaggio, e mettetevi al sicuro. Qua ci penso io, adesso”.
E con incedere solenne, sfoderò la spada, ed al riparo degli alberi, si avviò verso la vetta del colle. I paesani lo osservarono colmi d’ammirazione, ma poco dopo udirono un nuovo ruggito, ancor più forte del primo, e videro una nuova vampata, che durò qualche istante di più della precedente: in contro luce, scorsero l’enorme sagoma scura del drago muoversi lentamente oltre gli alberi, nella radura. Immediatamente montarono in groppa ai muli, spaventati quanto loro, e via lungo la strada, per tornare al villaggio il prima possibile.*
Orion intanto era quasi arrivato in vetta. Si fermò, si voltò, e controllò che i carrettieri fossero lontani. Quando vide le torce con le quali i fuggiasci si rischiaravano la via sbucare sulla strada alle pendici del colle, varcò la soglia degli alberi ed entrò nella radura.
E rimise la spada nel fodero.*
Davanti a lui, due maiali ben pasciuti stavano trainando una sagoma dalla grezza forma di drago, guidati da un mezz’orco. Un nano gli fece un cenno di saluto, tracannò una sorsata di birra da un boccale, e sparò un potente rutto baritonale in una specie di imbuto di metallo che amplificò il suono, trasformandolo in uno spaventoso ruggito. Poco distante, un mago lanciava delle vampate di fuoco da una bacchetta seduto su un tronco, mentre fumava da una pipa che, a giudicare dal profumo, avrebbe avuto bisogno anche di un po’ di tabacco…
Dal buio, sbucarono due esploratori:
“se ne sono andati, capo! spariti, dileguati!” disse il primo
“dovevi vedere i muli, correvano come purosangue al palio di Frittole!” aggiunse il secondo.
“perfetto”, disse Orion.
“avanti, attaccate le mucche e i raptor ai carri, e smontate la sagoma! entro l’alba dovete essere lontani, svelti!”
Sbucarono dal buio altre persone: umani e nani, elfi e gnomi, orchi e goblin... maschi e femmine, e tutti svelti si diedero da fare. Orion li osservava compiaciuto, a braccia conserte. Poi, rivolto ad un guerriero lì accanto:*
“Ehi...apri il baule: devo andare ad incassare la ricompensa…”
Questi si alzò dal baule sul quale era seduto e lo aprì: ne tolse una testa di drago, ben imbalsamata, al punto da sembrare davvero che fosse appena stata spiccata dal collo. L’orlo frastagliato era macchiato di sangue rappreso, con tonalità differenti, segno che quella messa in scena non era uno spettacolo in prima visione, ma piuttosto un’ennesima replica.*
Il guerriero la passò ad Orion, il quale, come ringraziamento, gli diede un pugno in mezzo al volto, facendogli scendere sangue dal naso.
“ehi! ma cosa cavolo fai, capo?! perchè mi hai colpito?” disse, sorpreso
“ssst! è per una buona causa! poi avrai due monete d’oro in più.”
Bagnò la manica nel sangue che colava copioso, e quindi con esso sporcò il bordo della testa del drago, dove era stata tagliata.”
“Ecco. Ora è perfetto”. Disse Orion, ammirando il trofeo che aveva tra le mani. E quindi aggiunse:*
“avanti, voi andate. Ci vediamo al nostro covo domani al tramonto. Io vado, mostro la testa, prendo l’oro e torno”.
“capo, scusa…” gli chiese uno gnomo, mentre si stava allontanando.*
“ma...senti...noi è da un po’ che facciamo questo trucco, ma quella testa è vera… ma quindi, vuol dire che una volta hai davvero ammazzato un drago?”
Orion si fermò, tenne la testa del drago tra le mani, e fissò gli occhi vitrei della creatura. Si fece serio, volse lo sguardo verso le stelle, e chiuse gli occhi per un attimo. Sul suo viso comparve un sorriso agrodolce, per poi dissolversi, come un’icrespatura sulla superficie di uno stagno.
Mise la testa in un sacco, se lo buttò in spalla, e disse:
“Può essere. Ma quella è un’altra storia…”*
Fischiettando, scese il sentiero verso il cavallo, verso il villaggio, verso la ricompensa. Gli uomini non piangono, si dice, al più annaffiano la barba. E nel buio del bosco, nessuno lo vide annaffiare silenziosamente la sua, screziata di grigio, col sorriso sulle labbra.
__________________
11/07/2014 Primo passo verso la vetta: un pezzo del poDere del lama le viene ceduto.

1/08/2014 il poDere scorre potente in lei!

1/09/2014 il poDere si trasforma.

27/02/2015 tutta questione di status qui quo qua

23/09/2016 Sic transit gloria mundi
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Vecchio 20.01.2016, 14:01
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Grazie!!!!!!!!
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Vecchio 20.01.2016, 19:03
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Orion mandami via pm il nickname e il server sul quale vuoi i fungoli, manchi solo tu
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Vecchio 20.01.2016, 23:03
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Fatto! Grazie
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Vecchio 21.01.2016, 12:43
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